ASTRATTO METROPOLITANO

 

LE CITTÀ INVISIBILI

Opere pittoriche liberamente tratte dal libro di Italo Calvino

Painting freely taken from the book by Italo Calvino

Presentazione di Chiara Cinelli e Francesca Bianucci

Introduced by Chiara Cinelli and Francesca Bianucci

 

Dopo una lunga esperienza professionale nell’ambito dell’illustrazione naturalistica e dell’arte figurativa, Germana Conca approda all’astrazione e, contestualmente, la sua ricerca artistica la porta a sperimentare linguaggi espressivi inediti, in cui innovativi processi fotografici si mescolano con elaborazioni digitali e originali interventi pittorici. L’astrazione diventa il linguaggio d’elezione per l’artista, quel gesto espressivo che le permette di catturare l’anima di Milano, sua città natale, e di approfondire un suo personale rapporto con l’immaginario urbano e la complessità simbolica da esso rappresentata. L’esito di queste ricerche è da rintracciarsi nella serie “Astratto metropolitano”, che costituisce l’ideale premessa di quello che sarà il suo viaggio attraverso il continente visionario de “Le città invisibili” di Italo Calvino, un poema d’amore per la città, che si snoda attraverso l’immaginario resoconto di viaggio che l’esploratore Marco Polo fa all’Imperatore dei Tartari Kublai Khan. “Quello che sta a cuore al mio Marco Polo – scrive Calvino - è scoprire le ragioni segrete che hanno portato gli uomini a vivere nelle città, ragioni che potranno valere al di là di tutte le crisi. Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, come spiegano tutti i libri di storia dell’economia, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi”.

L’incontro con le città invisibili di Calvino è per Germana Conca una sorta di folgorazione, un invito all’esplorazione di nuove possibilità espressive, che la conduce a immergersi in un percorso di studio e di ricerca, durato diversi anni, e culminato nella realizzazione di 55 immaginifiche città, opere fiorite da emozioni e riflessioni frammentarie che, nel loro insieme, formano un componimento visivo finale che ha l’eloquenza e la sincerità del diario personale.

Un viaggio entusiasmante, non privo di momenti di sconforto e di scoraggiamento, di alti e di bassi, nel quale l’artista si è immersa con grande disponibilità di spirito, pronta a mettersi in gioco interamente.

Di fronte al variegato immaginario offerto dalle città invisibili, Germana Conca sceglie la via dell'astrazione come unica via possibile per dare forma visiva a quello straordinario mondo, sospeso tra realtà e immaginazione, creato dalle parole di Italo Calvino. Una scelta maturata nella consapevolezza che la trasposizione illustrativa avrebbe sì offerto l'occasione di tradurre in pittura la ricchezza visiva suggerita dalle parole di Calvino ma, al tempo stesso, avrebbe circoscritto lo spazio della rappresentazione, sottraendo la possibilità di dare voce a tutto il non detto, a quell’indefinito luogo dell’altrove, i cui segni sono disseminati nelle pagine dell’autore.

L’astrazione permette all'artista di collocare lo sguardo al di là delle coordinate di spazio e di tempo e addentrarsi, liberamente, negli sconfinati spazi dell’emozione e del pensiero. In questo libero gioco di trasposizione dalla parola all’immagine, Germana Conca conferma la propria inclinazione alla sperimentazione linguistica, spaziando dall’impiego della fotografia, all’utilizzo della tecnica del collage o dell’arte frattale, con un costante e predominante impiego della pittura, realizzata con colori ad olio, pastelli o chine.

In questa frammentarietà tecnica, l’elemento unificante resta sempre l’intenzione: nell’arte di Germana Conca, la tecnica è al servizio dell’emozione e del pensiero, è strumento dell’espressione poetica, mai fine.

Il valore di questi lavori risiede nella loro forza sintetica, nella capacità dell’artista di trovare, all'interno della complessità di simboli, pensieri e desideri che ogni città racchiude, quel segno o sentimento distintivo che connota la città, per poi tradurlo in un elemento visivo caratterizzante, creando così un’immagine finale di forte coerenza estetica e di profondo valore simbolico.

L’opera, talvolta, sembra scaturire da una singola immagine e svilupparsi intorno ad essa, come frutto di un’improvvisa illuminazione; una scintilla che nasce da una suggestione fugace e poi cresce, passo dopo passo, intorno al filo dell'emozione, con una dinamica simile a ciò che accade in una composizione di musica jazz, in cui l’armonia germoglia da un tema dominante e si sviluppa intorno ad esso, si amplia, si moltiplica e si frammenta in infinite variazioni sul tema.

In altri casi, l'opera sembra essere il frutto del paziente assemblaggio di parole, immagini ed emozioni, che l’artista compone come piccoli tasselli di un mosaico in un’immagine finale che ne è, al tempo stesso, sintesi e ragione ultima.

In questo viaggio fra le astratte visioni di Germana Conca, l’osservatore potrà scegliere se perdersi nel dettaglio della singola opera, farsi rapire e irretire dalla ricca trama di forma e colore, dal complesso gioco di riflessi e di sdoppiamenti che compongono il tessuto narrativo di questi lavori, o sollevare lo sguardo più in alto, e abbracciare l’insieme delle opere a volo d’uccello: in questo secondo caso, sarà stupito nel sentire un respiro comune, una risonanza interna che accomuna tutte le città, pur nella loro frammentaria diversità.

La coerenza interna di questo viaggio è data dalla sincerità dello sguardo dell’artista, da quel suo peculiare modo di “leggere” l’opera di Calvino, facendola prima risuonare dentro di sé, e solo successivamente tradurla in immagini. Da qui nasce quel sottile filo dell’emozione che lega questi lavori e li rende parte di un insieme unitario, un mondo in cui ciascuno di noi potrà riflettersi e trovare un po’ di sé stesso.

 

Chiara Cinelli

Curatrice di eventi d'Arte e Giornalista

Francesca Bianucci

Curatrice di eventi d'Arte

 

www.bianuccicinellistudio.it

After a long professional experience in the field of naturalistic illustration and figurative art, Germana Conca arrives at abstraction and, at the same time, her artistic research leads her to experiment with new expressive languages, in which innovative photographic processes are mixed with digital elaborations and original illustrative interventions. For Germana, abstraction becomes the special language, that expressive gesture that allows her to capture the soul of Milan, her hometown, and to deepen her personal relationship with the urban imaginary and the symbolic complexity it represents. The outcome of these researches is to be found in the series Artratto Metropolitano "Metropolitan Abstract", which is the ideal premise of what will be her journey through the visionary continent of "Le Città invisibili" by Italo Calvino, a poem of love for the city, which winds through the imaginary travel that the explorer Marco Polo does to the Emperor of the Tartars Kublai Khan. "What is beloved to my Marco Polo - writes Calvino - is to discover the secret reasons that led men to live in the cities, reasons that can be valid beyond all crises. Cities are a collection of many things: of memory, of desires, of signs of a language; Cities are places of exchange, as all the history books of economics explain, but these exchanges are not only exchanges of goods, but they are also exchanges of words, desires, memories".

The encounter with Le Città invisibili by Calvino is for Germana a sort of shock, an invitation to explore new expressive possibilities, which leads her to immerse herself in a path of study and research, lasted several years, and culminated in the creation of 57 imaginative cities, works grew by emotions and fragmentary reflections that, taken together, form a final visual composition that has the eloquence and sincerity of a personal diary.

An exciting journey, not without moments of discouragement and dissuasion, ups and downs, in which the artist has immersed herself with great availability of spirit, ready to get totally involved.

Faced with the variegated imaginary offered by Le città invisibili, Germana Conca chooses the path of abstraction as the only possible way to give visual form to that extraordinary world, suspended between reality and imagination, created by the words of Italo Calvino. A choice matured in the awareness that the illustrative transposition would have offered the opportunity to translate into painting the visual richness suggested by Calvino's words but, at the same time, would have circumscribed the space of representation, subtracting the possibility of giving voice to all the unsaid, to that indefinite place of elsewhere, whose signs are scattered in the pages of the author.

Abstraction allows the artist to place her observation beyond the coordinates of space and time and enter, freely, into the boundless spaces of emotion and thought. In this free game of transposition from word to image, Germana Conca confirms her inclination to linguistic experimentation, ranging from the use of photography, to the use of collage technique or fractal art, with a constant and predominant use of painting, made with oil colors, pastels or inks. In this technical fragmentation, the unifying element is always the intention: in the art of Germana, technique is at the service of emotion and thought, it is an instrument of poetic expression, never an end.

The value of these works lies in their synthetic strength, in the artist's ability to find, within the complexity of symbols, thoughts and desires that each city contains, that distinctive sign or feeling that characterizes the city, and then translate it into a characterizing visual element, thus creating a final image of strong aesthetic coherence and profound symbolic value.

The work sometimes seems to spring from a single image and develop around it, as the result of a sudden light; a spark that arises from a fleeting suggestion and then grows, step by step, around the thread of emotion, with a dynamic similar to what happens in a jazz music composition, in which harmony develops from a dominant theme and grows around it, expands, multiplies and fragments into infinite variations on the theme.  

In other cases, the work seems to be the result of the patient assembly of words, images and emotions, which the artist composes as small pieces of a mosaic in a final image that is, at the same time, synthesis and ultimate reason.   

In this voyage through the abstract visions of Germana Conca, the observer can choose whether to get lost in the detail of the single work, to be kidnapped and fascinated by the rich between form and color, by the complex play of reflections and doublings that make up the narrative fabric of these works, or raise your gaze higher, and embrace the whole of the bird's eye works: in this second case, you will be amazed to feel a common breath, an internal resonance that unites all cities, despite their fragmentary diversity.

The internal coherence of this voyage is given by the sincerity of the artist's gaze, by her peculiar way of "reading" Calvino's work, making it first resonate within himself, and only then translate it into images. From here comes that thin thread of emotion that binds these works and makes them part of a unitary whole, a world in which each of us can reevaluate and find a moment of himself.  

 

Chiara Cinelli

Curator of Art events and Journalist

Francesca Bianucci

Curator of Art events

 

www.bianuccicinellistudio.it

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