La Città, i suoi pensieri

 

 

 

 

Sono i passi che facciamo, i posti dove stiamo, le case degli amici, il bar della mattina, quella panchina. Sono là dove siamo stati a scuola e lì dove ci si trova ancora o anche qui dove non si vorrebbe mai essere. La città è la città che si crea sotto le dita indaffarate del nostro viverci o esserci vissuti o esserci dovuti andare a vivere. E’ quella che si dispiega tra i nostri sorrisi e le nostre battaglie, è quella dove non si vede l’ora di arrivare o di partire. La città ci guarda e sa che non è mai una sola, ma milioni, e neppure mai la stessa.

(da “Ultimovero”© di Barbara Berlendis)


 

REBUS


È delle città come dei sogni: tutto l'immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure. 

(Italo Calvino - Le città invisibili, 1972)

 

Località: Milano 

Tecnica: Digitale, Olio e Acrilico su cartone telato - cm. 35x50

 

SOLITUDINE DI UN LENTO SCORRERE


Le vite degli altri non ci appartengono e non possiamo nulla per loro. Le vite degli altri sono le nostre vite, identiche. Anche noi usciamo e non usciamo, ci guardiamo allo specchio e ci troviamo così o non così, anche noi abbiamo fretta o invece è troppo presto, noi speriamo che arrivi e speriamo sempre di essere in tempo. Noi siamo punti nell’orgoglio e ci indispettiamo, a volte ci offendiamo ma poi ci dispiace e vorremo di nuovo avere a che fare. Noi ci sentiamo esclusi e quando siamo inclusi vorremmo liberarci di questo e di quello e vorremo stare soli. Noi che ci leggiamo e che non ci conosciamo vorremmo e non vorremo saperne di più. Abbiamo paura di essere disillusi e temiamo di illuderci troppo. Tutti in ogni luogo misuriamo i nostri passi, le nostre parole, il nostro avvicinarci troppo o essere lontani. 

Fingiamo di non pensarci, decidiamo che va tutto bene e tutto è consentito tranne poi all’approssimarsi della notte e del letto che ci troverà più o meno soli, ma alla fine soli davvero, ripensare a cosa sarebbe stato meglio che fosse, a cosa avremmo voluto dire o fare. Solo lì in quell’istante brevissimo, perché ci auguriamo che arrivi il sonno azzerante ad evitare di guardare gli occhi del vero, solo lì, siamo. E siamo gli unici fra i molti e diventiamo Soli senza solitudine.

(da “Ultimovero”© di Barbara Berlendis)

 

Località: Milano 

Tecnica: Digitale, Ecoline e Acrilico su carta - cm. 24x24

 

 

L'AUTUNNO DELLA TERRA


In un campo ho veduto una ghianda:
sembrava così morta, inutile.
E in primavera ho visto quella ghianda
mettere radici e innalzarsi,
giovane quercia verso il sole.
Un miracolo, potresti dire:
eppure questo miracolo si produce
mille, migliaia di volte
nel sonno di ogni autunno
e nella passione di ogni primavera.
Perché non dovrebbe prodursi
nel cuore dell'uomo?

(Gibran Khalil Gibran - Magia della Vita)

 

Località: Roma 

Tecnica: Digitale, Acquerello e Olio su carta - cm. 24x24

 

 

IL VENTO E LE COSE


Si arrendono le cose nel vento, 

fosse anche solo alla sua carezza.

La materia che pare resistergli 

sa che è solo questione di tempo.

(da “Ultimovero”© di Barbara Berlendis)

 

Località: Milano 

Tecnica: Digitale, Acquerello e Olio su carta - cm. 24x24

 

 

NEANDERTHAL


Mi venivano incontro. In realtà erano ovunque, muovendosi ricoprivano lo spazio in ogni direzione. Guardavo l’incongruenza della loro similitudine. Un caotico e molteplice affollarsi di linee, curve e angoli dissimili. Niente poteva far pensare che avessero qualcosa in comune. Vagamente, forse sì, da lontano…una certa disposizione comune. Non era solo la dimensione, la forma impressa nel vuoto intorno o, ancora più ingannevole, un fatto temporale o cromatico. Neppure quell’apparente simmetria cha avevano sul fronte…anzi a guardarci bene dentro era lì che si condensava l’abisso della loro differenza aggrumandosi poi ulteriormente ogni volta che producevano un qualsiasi suono. Ora avanzava a fatica cercando di saltare le fratture abissali che circondavano ognuno di loro. Voragini buie senza fine. Isole alla deriva. Eppure cercavano in tutti i modi di tenersi aggregate. Si tenevano fino allo stremo, molti lanciavano sottili corde uncinate in modo da cercare di tenere la materia il più possibile aggregata. Il motivo di tutto ciò risiedeva unicamente nel terrore dell’abisso. Non lo vedevano neppure questo abisso, non avrebbero mai osato guardare dentro il suo occhio. Gli uomini.

(da “Ultimovero”© di Barbara Berlendis)

 

Località: Milano 

Tecnica: Digitale e Acrilico su carta - cm. 24x24

 

ANIMA E FUOCO


Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento.
Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato.
Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo.
Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza.
Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere guerriero della luce.
Ogni guerriero della luce ha mancato ai suoi doveri spirituali.
Ogni guerriero della luce ha detto “sì” quando avrebbe dovuto dire “no”.
Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.
Perciò è un guerriero della luce: perché ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore.

(Paulo Coelho - Tratto da “Manuale del guerriero della luce”, 1997)

 

Località: Melide 

Tecnica : Digitale e Acquerello su carta - cm. 24x24

 

 

IL TEMPO DIETRO DI ME


Le ordinate moltitudini non conoscono

il piacere di quell’uno che non si ripete

(da “Ultimovero”© di Barbara Berlendis)

 

Località: Milano 

Tecnica: Digitale e Acrilico su carta - cm. 24x24

 

 

IL PASSO DEL VENTO


Ha una sua solitudine lo spazio,

solitudine il mare

e solitudine la morte,

eppure tutte queste son folla

in confronto a quel punto più profondo,

segretezza polare,

che è un’ anima al cospetto di se stessa:

infinità finita.

(Emily Dickinson – Ha una sua solitudine lo spazio, 1695)

 

Località: Milano 

Tecnica: Digitale, Acquerello e Olio su carta - cm. 24x24

 

 

CRO-MAGNON


Guardava ammirato il suo capolavoro di perfezione. L’opera meravigliosa cui si era dedicato, il complesso e infinito incastro di metalli, pellame sintetico, molecole e globuli siliconici. Solo una cosa ancora mancava, una piccola e apparentemente superflua lacrima. “

All’inizio erano ciottoli battuti uno sull’altro, la necessità inventò la prima protesi, un semplice uncino, una punta, un qualsiasi in più che mancava alla mano. La possibilità di estendere le funzioni del nostro corpo, di sostituirle perché usurate, di crearne di nuove con nuove funzioni per esplorare nuove dimensioni, per penetrare mondi, per accedere agli ignoti, continua incessante a farci varcare confini. Quello che vogliamo è il clone perfetto e imperituro, il sostituto immortale che sappia fare finalmente il dio. Ma la perfezione della tecnologia non è sufficiente, vogliamo che la “macchina”, stolto ammasso di bulloni o inquieto etereo ammasso di bit, parli. Vogliamo che il silicone vibri e si emozioni, che la liscia e immota levigatezza dell’artificio cominci a corrugarsi in un sorriso. L’Uomo chiede all’Uomo di non piangere, di tacere e produrre, di stare fermo, di meditare silente. L’Uomo produce la Macchina, la statua, e vuole che sia quel se stesso primigenio, grumo di sensi, con ancora più sensi se possibile, la vuole parlante, piangente, pensante con il privilegio della non-consunzione. Glorificazione assoluta dell’umano. Volontà cieca di volersi identici, mai “altro da sé”, sempre e solo l’infinito riflettersi nello specchio. Siamo già il nostro dio se non fosse che si muore. Possiamo essere quel dio solo perché si muore.

(da “Ultimovero”© di Barbara Berlendis)

 

Località: Milano 

Tecnica: Digitale e Ecoline su carta - cm. 24x24

 

FIORI DEL BUIO

 

Centinaia di fiori in primavera, 

la luna in autunno, 

la brezza fresca d'estate,

la neve in inverno.

Se non occupi la tua mente

in inutili cose,

ogni stagione è per te

una buona stagione.

(Wu Men Huikai)

 

Località: Milano 

Tecnica: Digitale e Acquerello su carta - cm. 24x24

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