Naufragi

 

Spesso ci sono più cose naufragate in fondo a un’anima che in fondo al mare.
(Victor Hugo, Oceano -1989 - postumo)


 

 

 

Naufragio, finalmente!

 

[...] alla fine, dopo tanto peregrinare, giunsi a unire il mio respiro a quello del Mare... 

il Mare... 

Finalmente la mia anima poteva contenerlo... poteva contenere il suo spazio, poteva contenere il vento che libero e pazzo gli volava sopra... potevo lasciare scorrere dentro di me i suoi profumi, lasciarmi attraversare dalla sua voce...

 

Trovai una piccola barca ormeggiata a riva e vi salii, anche se avevo paura dell'acqua. "Ma poi... perché devo avere paura?" - mi chiesi - "è tutto così dolce e tranquillo e sereno... e io sono stanco di avere sempre paura..."

Il Suo canto era avvolgente e mi addormentai come sospeso nel nulla, cullato dalle onde... per un tempo infinito...

 

Un onda piú forte mi svegliò di soprassalto! Intorno a me il Mare non era più quello che mi aveva abbracciato sussurandomi pace... Il suo moto irrequieto e indomabile mi aveva trascinato al largo, spezzando gli ormeggi... La riva non c'era più, solo acqua e cielo, fusi in un unico minaccioso colore. Il Mare stava diventando furioso... Tremendo e affascinante... bellissimo e mortale.

Ormai non potevo più niente... finalmente non potevo davvero più niente! E il tempo tornò a cullarmi infinito...

Infinito per sempre...

 

(Rispetto la volontà dell'Autore che desidera rimanere anonimo. Sono stata tuttavia da Lui autorizzata a pubblicare questa piccola parte di racconto - tratta da una serie di racconti in preparazione - all'unico scopo di corredare questo disegno).